Il Campionissimo – vita e morte dell’Atleta d Taranto

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Sta per andare in stampa (pubblicazione prevista entro gennaio/febbraio 2009) “Il Campionissimo”, un volumetto di Giuseppe Mazzarino dedicato alle imprese dell’Atleta di Taranto nel quadro dell’agonismo di età greca. Pubblichiamo qui di seguito la prefazione del libro, scritta dal presidente dell’Unione della Stampa Sportiva Italiana, Luigi Ferrajolo

Prefazione

Bella pretesa questa del mio amico Pippo Mazzarino. Vuole stabilire chi è il Campione più grande di tutti i tempi e poi magari dimostrare che quel Campione è nato proprio a Taranto, appena 25 secoli fa.
Tentativo intrigante, ricco di fascino, quanto disperato, che però il mio amico porta avanti con coraggio e risultati apprezzabilissimi.
Intanto con il merito non piccolo di ricondurci all’origine dei
Giochi con una ricchezza di notizie e di particolari che rendono
questo piccolo viaggio nella memoria divertente e piacevole. Giochi
che, è appena il caso di ricordarlo, nell’era moderna hanno subito
profonde e spesso brutali modifiche, sino a disperdere il messaggio e i valori delle vecchie Olimpiadi. Stabilire qual è il più grande Campione di tutti tempi è del tutto impossibile proprio perchè sono cambiati radicalmente i contesti storici e sociali in cui gli atleti si sono affermati. Anche se oggi riuscissimo a realizzare in tv un confronto virtuale tra le imprese di Carl Lewis o di Phelps e quelle altrettanto mitiche di Milone o del tarantino Icco non arriveremmo mai ad una risposta seria, credibile. Non c’è dubbio, ogni campione appartiene all’epoca in cui ha vinto e si è imposto.
Resta il fatto che in tutti questi secoli lo Sport sia rimasto costantemente un valore importante, un’attività non solo ludica, ma capace di promuovere la crescita dell’uomo e della civiltà. Ora non sapremo mai chi è stato il più grande Campione e tantomeno se sia nato nella nostra amatissima Taras 25 secoli fa, però possiamo stabilire con un certo orgoglio che nelle Olimpiadi antiche la Taranto greca lasciò il segno, con ben 9 “medaglie”, diremmo oggi, di cui 7 vinte in un secolo e mezzo. In una classifica ideale, Taranto occupa tra le città italiote e siceliote il terzo posto, dopo Crotone e Siracusa.
Questa grandezza , non solo sportiva, ma soprattutto culturale, ha probabilmente spinto il mio amico Mazzarino a chiedersi se appunto il Supercampione di tutti i tempi non fosse nato proprio a Taranto.
Tanto più che a metà del V secolo a.c., con la scuola di Icco,
grandissimo atleta ma non solo, la città diventò uno dei massimi
centri di medicina e cultura sportiva. Il ritrovamento di tombe e
reperti ha confermato questa vocazione e un’intensa attività in
quegli anni. Dunque che a Taranto ci fosse l’humus perchè nascessero grandi campioni, non c’è dubbio. E non v’è dubbio nemmeno che ne sia nato uno straordinario. Non abbiamo il suo nome, ma la sua tomba è stata scoperta in via Genova cinquant’anni fa. Questo Campione aveva sicuramente un fisico straordinario per quei tempi, era alto sul metro e settanta, con una muscolatura imponente costruita con un’evidente e robusta alimentazione proteica.
Secondo la puntuale ricostruzione che fa Pippo Mazzarino, non si riesce a stabilire con certezza se effettivamente il nostro superatleta abbia vinto le Olimpiadi di Atene e se poi, in ben quattro discipline diverse, le famose Panatenee alla fine del V secolo a.c.
Se così fosse, meriterebbe sicuramente un posto tra i più grandi di sempre, perchè nessuno oggi riuscirebbe a primeggiare in tre o quattro sport diversi. E’ vero, i tempi sono cambiati profondamente e viviamo nell’epoca della specializzazione: è inimmaginabile che Bolt, splendido atleta giamaicano, possa vincere i 100 metri, un mondiale di boxe e magari un GP di moto.
Tuttavia resta straordinaria l’impresa del nostro Atleta, dal fisico eccezionale e che, a giudicare dallo sfarzo della tomba scoperta in via Genova, Taranto deve aver amato e celebrato degnamente.
Non conosciamo il suo nome, non sappiamo bene cosa e quanto abbia vinto, a stento possiamo dire che era alto 1,70 e che si “dopava” facendo un eccessivo uso di carne, sino ad andare incontro ad una morte precoce. A pensarci bene, sappiamo poco e questo potrebbe far sospettare che l’appassionata e scrupolosa ricerca risulti inutile, vana. E invece è esattamente il contrario.
Intanto perchè il nostro Campione resta avvolto in uno splendido alone di mistero che non guasta. Sappiamo tutto, dai dettagli tecnici al gossip, degli eroi moderni, ci piace invece che l’Atleta tarantino resti in questo limbo impalpabile. Lo rende più grande, più affascinante.
Ma dietro il tentativo ammirevole di risalire a lui, alla grande
Taras, alla scuola di Icco, si nasconde la volontà,fortissima, di
ritrovare le origini, le radici di una città che visse momenti di
grandezza assoluta. Storica e culturale. Questo bisogno è un fuoco sempre vivo dentro di noi e lo avvertiamo ancora di più in un
momento in cui Taranto vive giorni cupi e difficili. Non è una
riprovevole botta di nostalgia, è un bisogno, forse anche questo
disperato, di affondare nel passato per trovare la forza, la volontà, le energie necessarie per cambiare questa nostra città. Per darle una svolta. Per disegnarle un futuro da grande Campione.

Luigi Ferrajolo
Presidente dell’Ussi,
Unione Stampa Sportiva Italiana

Il Campionissimo – vita e morte dell’Atleta d Tarantoultima modifica: 2008-11-02T11:58:00+00:00da juels.richelieu
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