ASSENZE (3). Frammenti 1972/1975

da Giuseppe Mazzarino, “Assenze. Frammenti 1972/1975”, Cressati, Taranto, 2008 

 

LO SPETTATORE

  Ricordo quella volta che piangevi, col corpo scosso dai singhiozzi, e io non trovavo il coraggio di abbracciarti e cancellare con un atto di amore la tua disperazione. Ricordo che intorno a noi ogni rumore pareva ostile, dallo strepito delle marmitte sfiltrate all’ululare dei clacson, e tu aspettavi da me una carezza, un gesto. Dentro di me l’amore lottava con l’inerzia e con me stesso. Sapevo che ti avrei perduta in quegli stessi minuti. Eppure restavo fermo. Spettatore per natura, m’è preclusa ogni interpretazione. Posso solo guardare quello che accade intorno a me, e al più addolorarmi di non poter agire in alcun modo.

  Così vado perdendo giorno per giorno i residui della mia umanità, fermo a guardare il divenire della vita, senza poter far niente per tentare di vivere anch’io.

LA MUSICA DEL TEMPO

  Sull’onda di una musica dolce evocatrice anche lo stupore deluso dell’ultimo simbolo irriconoscibile svapora e fa sentire dolorosa e struggente come fosse accadimento di adesso la separazione da te e da quello che hai potuto e puoi ancora col solo ricordo su me come in un lontano Gennajo, come i dolcetti stessi sgranocchiati insieme la notte di presso il tuo letto…

  Le notti delle strade di ghiaccio preludio alle veglie dei corridoi infiniti e semibui della tua malattia che valse a renderti umana, ahi, per così poco!

  Il dolore delle prime disillusioni e lo strazio della estraneità definitiva calata fra di noi mi prendono con forza immutata.

  Ogni esperienza è come se non fosse mai esistita, l’ultima per cui ho pur delirato è transitata come un soffio; quando ripiombo in questi pensieri e rivivo queste sensazioni, niente di recente esiste. La gente di adesso, è come se dovessi ancora incontrarla.

  Dover disperare ancora per te dopo che da così poco mi reputavo salvato ormai dal ricadere affannoso in mesi vissuti fortemente…

  Ma tu già non c’eri quando finì la storia triste che io continuo a narrare: come potrai intendermi ora che per te la musica del Tempo ha da innumerevoli neumi cambiato tono, mentre per me da allora è una pausa sola?

 

ASSENZE (3). Frammenti 1972/1975ultima modifica: 2008-11-02T12:08:00+00:00da juels.richelieu
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