“ASSENZE”. Frammenti di prosa lirica

da “Assenze. Frammenti 1972/1975”

di Giuseppe Mazzarino (Cressati, Taranto, luglio 2008) 

 

SERA D’INVERNO DAVANTI AL FUOCO

  Lei ritorna come il guizzo d’una fiamma che t’aveva scaldato per tanto ma da tanto tu avevi creduto spenta perché, distratto dalle policrome luci d’artificiali camini, ti beavi di quel tepore illusorio e dimenticavi d’alimentare quel fuoco che sopiva tuttavia fra la cenere, e se un repentino soffio a te del tutto ignoto ed estraneo non lo avesse tratto dalla lenta estinzione che l’attendeva, facendolo balzare ai tuoi occhi, tu n’avresti forse conservato solo il nostalgico ricordo, come dei fuochi de’ camini d’inverno fumosi di resine, e avresti dimenticato.

DOMENICA

  Mi sono svegliato tardi. Una luce sporca, grigia, filtrava fra le nuvole sfilacciate e rendeva più netto lo squallore della mia stanza.

  Sono rimasto, al solito, a crogiolarmi in ricordi di un recente passato. Poi sono uscito. Fa parte del monotono rituale di tutti i giorni nella sempre delusa attesa di novità. Era un mezzogiorno senza sole e senz’anima. La città sembrava appiattita su un sfondo grigio uniforme. Né freddo né caldo: anche la temperatura neutra.

  Ho camminato per le strade di Perugia senza vita. Il motivo rallentato di una musica triste e sommessa mi ronzava nella testa. La barriera tra il presente e il passato, ormai indebolita, mi riportava sensazioni e visioni trascorse. E a un certo punto non ho più capito dove fossi, né in che giorno. Potevo essere ovunque, le strade i viali le case erano neutri grigi anonimi. Ti ho vista mentre attraversavi la strada, all’angolo di un isolato, e mi sembrava molto naturale che tu fossi lì. Ti ho chiamata. Ti sei fermata con naturalezza ad aspettarmi. Abbiamo parlato lungamente mentre camminavano fianco a fianco, ed ancor più taciuto, mentre m’andavo sempre più rasserenando.

  Neppure sapevo quanto tempo fosse passato da quando ero uscito (ma da dove? neanche sapevo ove fossi, né mi importava o stupiva).

  So solo che quando ad un tratto una ventata più fredda e più tesa mi ha investito, e mi sono ricomposto, ho visto i pochi passanti per strada che mi guardavano. Non c’eri. Sono rimasto fermo, stordito.

  Poi, più ancora schiantato, la testa incassata tra le spalle più ingobbite del solito, gli occhi bassi, sono tornato nella squallida stanza in affitto dove consumo la maggior parte del mio tempo a rimpiangere te.

  Era domenica.

  Ancora una volta, non sapevo se sarei sopravvissuto fino al prossimo abbaglio.

IL SOGNO

  Forse è perché c’è sempre il tuo ricordo, che la notte non mi sperdo, naufrago di un mondo creato dalla mia distorta memoria, nel caotico ondeggiare del mio sogno.

  Sento il tepore della tua presenza, quando iniziano le visioni turbinose e sempre più sbiadite che precedono il mio più terribile attimo della giornata. l’inizio del Sogno.

  I volti dei personaggi avuti dattorno quando eravamo pazzi e spensieratamente felici, già diafani, accrescono le loro trasparenze, come i chiari cieli serali del tardo inverno, quando trascolorano in quieti crepuscoli senza chiassose vampate oro e porpora.

  Il mondo circostante la mia entità dormiente si fa d’un monotono grigio, sempre più denso e vischioso, ed ecco mi trovo sballottato in un orribile oceano d’acqua nera senza fine, che si gonfia d’onde come una tovaglia increspata, senza che una sola goccia si distacchi dall’immensa distesa assurdamente nera, e son solo, disperatamente solo, quasi più anche della volta che mi abbandonasti.

  E forse è perché invariabilmente questo sogno angoscioso mi riporta il dolore di te che l’orrida realtà che vive il mio spirito lentamente defluisce, e la mia mente rattrappita nel guscio di un passato idealizzato che ha ormai ben pochi punti di contatto con quello oggettivo si salva ancora una volta per essere libera di continuare a soffrire della tua mancanza, senza neppure trovare sollievo nel dolceamaro oblìo di una distruttrice follìa che cancelli, insieme con i miei ricordi, tutto me stesso.

“ASSENZE”. Frammenti di prosa liricaultima modifica: 2008-09-17T01:41:00+00:00da juels.richelieu
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