“Phàrmakon” di Giuseppe Mazzarino (Scorpione Editrice). Per sapere tutto sull’Antica Medicina , le sue teorie, le sue cure ed i suoi farmaci…

“Phàrmakon” di Giuseppe Mazzarino, Scorpione Editrice

recensione di Giuseppe Campanelli

 

Fresco di stampa, per i tipi della Scorpione Editrice è uscito Phàrmakon l’ultimo libro di Giuseppe Mazzarino.

Si tratta di una interessante e suggestiva ricerca a cavallo tra storia e costume.

“Phàrmakon”, da cui deriva il nostro “farmaco”, è un termine greco ambivalente: designa infatti tanto il rimedio quanto il veleno, con una antica intuizione riemersa solo a secoli di distanza: che cioè nei principi attivi solo le dosi distinguono i rimedi dai veleni.

Il libro di Giuseppe Mazzarino, giornalista e scrittore che ha al suo attivo numerose opere di divulgazione storica e scientifica e di “archeologia gastronomica”, fornisce per la prima volta in Italia un quadro riassuntivo dei rimedi nell’antichità, e insieme – in termini comprensibili, nonostante la complessità dell’astrusa materia – affronta anche il difficile campo delle teorie mediche dell’antichità e delle stravaganti teorie anatomiche dei nostri antenati (che per motivi religiosi non praticavano la dissezione dei cadaveri): basti accennare alla radicata convinzione dell’antica medicina che buona parte delle malattie delle donne fosse da ricondurre all’utero vagante, che con i suoi presunti spostamenti all’interno del corpo ora opprimeva i polmoni, ora schiacciava il rene, ora soffocava il cuore… sicché per curare questi malanni bisognava “convincere” l’utero a tornare al suo posto.

Di queste singolari concezioni, come della teoria degli umori, che dominò le scienze mediche fino agli albori del mondo contemporaneo (e che ancora si riflette nel nostro pensiero, attraverso una terminologia che noi abbiamo ereditata: dai quattro umori, sangue, flegma, bile e bile nera, melancholé in Greco, derivano infatti i temperamenti sanguigno, flemmatico, bilioso e melancolico), si dà nel libro una spiegazione riassuntiva e chiara. Come si elencano le proprietà assegnate dagli antichi a molte erbe, mettendole a confronto con quelle riconosciute dalla scienza moderna.

Non mancano curiosità e notizie divertenti anche a proposito della cosmesi: sulla scorta di Platone, i moralisti romani condannavano il trucco, ma le matrone spendevano egualmente cifre folli per cosmetici alquanto stravaganti: vedi lo sterco dei coccodrilli del Nilo, che si mettevano in faccia, o la velenosa biacca con la quale rendevano candido il volto (i cosmetici velenosi non sono una invenzione dei nostri tempi…).

E ancora, si parla di Catone e del suo fanatico odio per i medici, quasi tutti di origine greca, che il censore accusava di voler sterminare i Romani con una “arte” che tra l’altro rammolliva la popolazione e portava corruzione (l’attacco è alla cosmesi, che per esempio induceva le donne a truccarsi come cortigiane e a mostrare le cosce in pubblico, grazie all’epilazione…); della preziosa enciclopedia di Plinio, la “Naturalis Historia”, che raccoglie acriticamente le cognizioni e le superstizioni dell’epoca anche in materia di medicina e farmacologia; ma anche del ruolo della Magna Grecia nella genesi, prima di Ippocrate, di una vera e propria medicina scientifica, sganciata dalla ritualità magica…

“Phàrmakon” (136 pagine riccamente illustrate; €12.00; Scorpione Editrice) è disponibile nelle migliori librerie, nei bookshop dei musei meridionali e in selezionate edicole.

(da www.tarantofuturo.it)

“Phàrmakon” di Giuseppe Mazzarino (Scorpione Editrice). Per sapere tutto sull’Antica Medicina , le sue teorie, le sue cure ed i suoi farmaci…ultima modifica: 2008-06-16T02:06:31+00:00da juels.richelieu
Reposta per primo quest’articolo