Anche Cossiga contro il bavaglio all’informazione. Il ddl sulle intercettazioni è per il governo Berlusconi peggio di un crimine: è un errore…

Il ddl del governo Berlusconi sulle intercettazioni è fortemente lesivo della libertà di stampa, del diritto dei cittadini ad essere informati e del diritto-dovere dei giornalisti di informare e di valutare la “notiziabilità”, ovvero l’interesse sociale, dei fatti dei quali vengono comunque a conoscenza. Ed è, oltretutto, un ostacolo non da poco all’attività della magistratura e delle forze dell’ordine. Un favore alla criminalità, in guanti bianchi e di strada, mascherato da fittizio rispetto della privacy. Per ripetere parole illustri di un personaggio ancora più illustre, per un governo che predica l’ordine e la sicurezza, il ddl sulle intercettazioni è peggio di un crimine: è un errore. Che noi combatteremo in tutti i modi. Qui intanto riporto, dal sito del sindacato unitario dei giornalisti, la FNSI, una dichiarazione in proposito del senatore Cossiga ed il commento del segretario generale della FNSI, Franco Siddi, sulle parole del “Picconatore”.
  
Giuseppe Mazzarino  
  
Intercettazioni, il senatore a vita Cossiga: “La libertà di informazione è sacra”
Siddi: “Il Presidente Emerito ama i paradossi, ma dice verità importanti”

13/06/08

”La libertà di informazione è sacra. I giornali e i giornalisti hanno non solo il diritto, ma il dovere di pubblicare tutte le notizie e le informazioni che acquisiscono anche per diffusione illecita da parte di terzi, in particolare relativamente ai politici e in generale agli esponenti della classe dirigente: manager, alti militari, banchieri, finanzieri, dirigenti sindacali e della associazioni imprenditoriali”: lo afferma il senatore a vita Francesco Cossiga, in una dichiarazione diffusa dal suo portavoce, dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del ddl che prevede da 1 a 3 anni di reclusione per i giornalisti che diffondono le intercettazioni

”Al Senato – prosegue il presidente emerito della Repubblica – apporterò un emendamento che stabilisca non potersi perseguire penalmente alcun giornalista né sanzionare comunque giornali ed editori per la diffusione di informazioni coperte dal segreto delle indagini o dal segreto istruttorio, comprese le trascrizioni o anche le stesse registrazioni delle intercettazioni telefoniche, legittime o illegittime, se non prima che sia stato condannato il magistrato, o un suo ausiliario o un ufficiale di polizia giudiziaria che ha loro ‘passato’ le informazioni, o che siano stati abbattuto il gatto o la gatta del custode della Procura e del giudice delle indagini preliminari che, per connessioni sessuali, le abbia portate al gatto o alla gatta del custode della sede del giornale in cui è stata pubblicata la notizia riservata, salvo che il giornalista – conclude – non sia prima incriminato anche per il reato di rapina o furto con scasso nella sede degli uffici giudiziari o come mandatario di tale reato”. (ANSA)


Da Berlino dove sta partecipando all’Assemblea annuale della Federazione Europea dei Giornalisti, il Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Franco Siddi, informato sugli sviluppi del dibattito in corso sul DDL Alfano (Intercettazioni) ha ringraziato il Preside Emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, e ha dichiarato:

“Il Presidente Emerito della Repubblica, Francesco Cossiga ama i paradossi ma come sempre dice tante verità importanti, osando dove molti, nel mondo politico, non osano. E’ evidente, infatti, quanto sia illiberale e da Paese comunista una norma che prevede la galera per i giornalisti che diffondono le notizie corrispondenti a vicende, o personaggi reali. Gli dico grazie, e mi considero il primo firmatario fuori dal Parlamento dell’emendamento che ha annunciato al DDL Alfano per cancellare la pena del carcere. giornalisti. Le leggi e le norme per sanzionare gli abusi e le cialtronerie di chiunque, deliberatamente, faccia informazione in danno della dignità delle persone esistono già e non ne servono nuove. Si abbia il coraggio di farle applicare e laddove le norme siano diventate arrugginite o abbiano meccanismi che non funzionano, si abbia la lealtà di fare le
correzioni e non di intervenire con pretese di riforme muscolari, come avveniva nei Paesi comunisti quando avevano voluto piegare e “moderare” i giornalisti. La lezione di questi giorni, all’assemblea annuale dei giornalisti europei in corso a Berlino, con una riflessione sui patimenti, prima, e sugli obblighi, dopo, che vennero loro imposti nell’ex Ddr, rendono evidente che siamo di fronte, incredibilmente, a elementi di legislazione comunista”.

(dal sito www.fnsi.it)

Anche Cossiga contro il bavaglio all’informazione. Il ddl sulle intercettazioni è per il governo Berlusconi peggio di un crimine: è un errore…ultima modifica: 2008-06-16T01:30:00+00:00da juels.richelieu
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