A Grottaglie una “due giorni” su Cesare Giulio Viola nel 50° della morte

La parola e il cuore di Cesare Viola
giovedì 22 maggio 2008

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Foto Articolo GROTTAGLIE- Nel lontano 1958, veniva dato alle stampe il romanzo Pater, di Cesare Giulio Viola. Nel medesimo anno l’autore tarantino moriva. Per celebrare il cinquantenario della pubblicazione del romanzo Pater e per ricordare la figura di Cesare Giulio Viola, il liceo Moscati di Grottaglie ha organizzato un convegno di studi dal titolo “La parola e l’immagine, il cuore e la casa”, che si è tenuto presso la sede di via S. Elia dello stesso liceo. “Sono state due serate all’insegna della cultura che si fa ricordo ed emozione” – ha sottolineato il Dirigente Scolastico del Moscati, dott. Guglielmo Matichecchia – attraverso l’incontro spirituale e fortemente educativo tra le nuove generazioni, rappresentate dai nostri alunni, e l’opera dello scrittore tarantino che ha dato tanto lustro non soltanto alla nostra città, ma a tutta la cultura italiana del Novecento”.Figlio di Luigi, fondatore del Museo Archeologico di Taranto, Viola si dedicò al giornalismo, alla letteratura e, soprattutto, al teatro, affermandosi tra le due guerre tra i più attivi e originali autori drammatici italiani, interessandosi, in particolar modo, ai conflitti psicologici e ai drammi passionali. Al cinema dedicò gran parte della sua vita, come soggettista e sceneggiatore, firmando, tra i lavori più interessanti, la sceneggiatura di “I bambini ci guardano”, e “Sciuscià”, sempre con la regia di De Sica, che, nel 1946, gli valse il premio Oscar. Alla memoria del noto scrittore tarantino sono stati dedicati, durante la prima serata, gli interventi critici del dott. Pierfranco Bruni, componente della commissione ministeriale per la promozione della cultura italiana all’estero, che ha relazionato sul tema “Viola, dal Post-futurismo al Neorealismo”, attraverso una riflessione di notevole spessore critico che ha toccato i nuclei essenziali delle relazioni tra la poesia di Viola ed il movimento futurista, crepuscolare, decadente e ne ha individuato gli intrecci con la poesia di D’Annunzio, Gozzano, Corazzini, Guido da Verona. Il dott. Luigi Scorrano, critico letterario, ha approfondito, in una relazione puntuale, rigorosa e lucida, la narrativa ed il teatro di Viola, svelando alcuni aspetti poco noti relativi ai contesti in cui tali opere sono venute alla luce. La figura di Viola come “contemporaneo dei secoli” è stata esaminata dal dott. Angelo Conte, noto storico, il quale si è soffermato ampiamente e criticamente sul ruolo che il padre dello scrittore, Luigi Viola, ebbe nella storia dell’archeologia tarantina e nella fondazione e nell’ampliamento del Museo Archeologico. Gli interventi sono stati coordinati con grande misura, equilibrio e perizia giornalistica da Giuseppe Mazzarino, noto giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno, alla presenza, tra gli altri, della dott.ssa Angela Mignogna, Assessore alla Cultura del Comune di Taranto e del nipote dello scrittore celebrato, l’avvocato Enrico Viola. Gli alunni del liceo, guidati dai docenti, dopo aver approfondito la lettura dei romanzi di Viola, hanno letto, declamandoli con grande espressività e partecipazione, alcuni passi scelti tratti dal romanzo Pater e da Pricò e dalla raccolta poetica “L’altro volto che ride”. Tutta dedicata al cinema la seconda serata. Protagonista il 1943, con una pellicola di grande pregio filmico e di profonda sensibilità umana: “I bambini ci guardano”, nata dalla regia di De Sica e ispirata, nel soggetto, al romanzo Pricò di Viola. La proiezione è stata preceduta da un intervento, altamente qualificato, proposto da un giovane critico, docente del DAMS dell’ Università della Calabria, il prof. Alessandro Canadè, che, allineandosi alla scuola del critico e regista Antonio Pietrangeli, ha introdotto la proposta filmica nella definizione di “grande palpito di umanità del reale”, che si inserisce tra i “pionieri della risurrezione” del cinema italiano, Camerini e Blasetti, tra il cinema ufficiale di Cinecittà, quello dei “telefoni bianchi” e il filone dell’ordine, dell’obbedienza e del credo patriottico di Luciano Serra pilota. Il significativo intervento di Silvano Trevisani, giornalista del Corriere del Giorno, che ha curato il coordinamento della serata, ha focalizzato l’attenzione sullo sguardo del protagonista, il piccolo Pricò, che guida lo spettatore attraverso i suoi occhi lucidi e disperati.

(da “Tarantosera”, 22 maggio 2008)

 

A Grottaglie una “due giorni” su Cesare Giulio Viola nel 50° della morteultima modifica: 2008-06-05T15:14:31+00:00da juels.richelieu
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