FNSI 2008: compie cent’anni il sindacato unitario dei giornalisti italiani

Il centenario della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi), il sindacato unico ed unitario dei giornalisti. 

 

  Parliamo tanto di noi. Di noi giornalisti e del nostro sindacato unico ed unitario, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Fnsi, che compie nel 2008 la ragguardevole età di 100 anni. I festeggiamenti per il centenario si aprono il 23 aprile a Roma, con una cerimonia in Quirinale, e proseguiranno per tutto l’anno. Il presidente Napolitano riceverà il segretario ed il presidente della Fnsi, Franco Siddi e Roberto Natale, insieme con una delegazione di ex presidenti ed ex segretari; nel cinema Capranica si terrà quindi una manifestazione nazionale cui prenderanno parte i consigli nazionali di Federazione della Stampa ed Ordine dei Giornalisti.

  Nell’occasione sarà presentata la ricca mostra pannellare intitolata “Cent’anni sulla notizia”, allestita dalla cooperativa Axia per il coordinamento di Lucia Visca. Aprirà i lavori, all’insegna di “Un secolo di idee, lavoro e impegno per la libertà di informazione”, il segretario Siddi, seguirà una prolusione di Sergio Lepri, storico direttore dell’Ansa, sul tema “Giornalismo: da ieri al futuro”. Saranno quindi proiettati due filmati realizzati, per il coordinamento di Renzo Santelli, dai ragazzi della scuola di giornalismo radiotv di Perugia, uno con interviste agli ex dirigenti della Fnsi, l’altro con interviste a giovani giornalisti precari.

 

  Piccola ricercatezza, sarà eseguito l’Inno dei Giornalisti composto nel 1913 dal maestro Raffaele Caravaglios, un singolare musicista che nei primissimi anni Dieci aveva prestato la sua spontanea adesione al Futurismo pur non comparendo negli elenchi “ufficiali” del movimento.

  Chiuderà la giornata l’intervento del presidente della Fnsi Roberto Natale, che, in occasione della presentazione delle manifestazioni (ce ne saranno a Bari, dove sarà ricordata l’esperienza di Radio Bari, prima radio ufficiale dell’Italia libera, alla quale la collega Lucia Schinzano ha dedicato un recente, importante volume, in collaborazione con Leuzzi, Trieste, Milano, Torino, Palermo e Bologna), ha sottolineato come l’intento della Federazione della Stampa non sia in alcun modo retorico né puramente storico: “abbiamo come interlocutori ideali quei giovani giornalisti precari ai quali esplicitare il senso del nostro impegno, della nostra capacità di incidere nelle vicende di oggi, il senso della nostra unità, del nostro insistere sui diritti e sulle tematiche del lavoro, così marginali nel dibattito odierno; e poi sarà l’occasione per spiegare che il nostro è un sindacato federale, laddove oggi di federalismo si chiacchiera molto e si conclude poco”.

  Nel presentare le manifestazioni del centenario Franco Siddi ha anche fatto osservazioni sul contratto, proprio prendendo spunto dalla nascita della Fnsi, nel 1908, con dentro giornalisti ed editori, “perché rispetto all’invadenza della politica e di altri poteri forti allora bisognava far fronte comune; poi le due rappresentanze si divisero, ma con una lunga tradizione di collaborazione sui temi principali dell’informazione; anche per questo la rottura di quest’ultimo triennio è stata un trauma; ma il confronto è ripreso e va avanti, per ora in sede tecnica, approfondendo gli aspetti legati all’innovazione ed all’occupazione”.

  Le Poste italiane hanno emesso un francobollo commemorativo del centenario; mercoledì 23 ci sarà un annullo speciale. Sempre mercoledì sarà presentato il volume curato da Franco Siddi “La conquista della libertà. Il giornalismo italiano da Amendola alla Liberazione”, con prefazione di Arrigo Levi, mentre entro l’estate uscirà il primo tomo della monumentale storia della Fnsi di Giancarlo Tartaglia, direttore della Federazione della Stampa e storico del giornalismo.

  La Fnsi , sindacato federale fin dall’inizio, non fu il primo sindacato dei giornalisti in Italia. Il primato, da questo punto di vista, spetta all’Associazione della Stampa Periodica Italiana costituita il 16 dicembre 1877 in Roma, da poco proclamata capitale del Regno d’Italia, e presieduta da Francesco De Sanctis; progenitrice dell’odierna Associazione della Stampa Romana, l’Aspi vede insieme al suo sorgere tutti gli operatori dell’informazione, come diremmo oggi: giornalisti, ovviamente, ma anche editori (all’epoca, peraltro, spesso le due figure coincidevano) nonché i cosiddetti “frequentatori”, politici ed intellettuali, soprattutto, che “frequentavano” le redazioni dei giornali e, comunque, apparivano molto spesso sulle loro pagine. I predecessori dei Sergio Romano, Francesco Alberoni, Giulio Tremonti e via seguitando di oggi. L’Aspi nasce per evoluzione di un giurì d’onore costituito nel maggio 1877 per cercare di dirimere senza far ricorso ai duelli le controversie che spesso opponevano gli operatori dell’informazione (giornalisti e non solo) di cui sopra. Al suo interno si costituisce a fine Ottocento un Collegio Probovirale per dirimere vertenze a carattere patrimoniale fra giornalisti ed editori. Siamo nel 1893, e in questo momento l’Aspi assume i compiti di un vero e proprio sindacato, pur continuando a contenere al suo interno gli editori.

  Nel 1890 nasce l’Associazione lombarda dei Giornalisti (si chiama ancora così), una “società professionale di mutua assistenza”, dice l’atto costitutivo.  Nel 1891 nasce a Palermo l’Associazione Stampa Siciliana; nel 1895 l’Associazione Stampa Veneta; nel 1899 a Torino l’Associazione Stampa Subalpina. Seguono agli albori del nuovo secolo l’Unione Giornalisti Napoletani (1901), l’Associazione Ligure dei Giornalisti (1903), l’Associazione Stampa Emiliana (1905). E ancora, associazioni a carattere addirittura cittadino, come la Sanremese o la sezione stampa dell’Associazione degli Artisti e della Stampa di Modena, o settoriale, come una Associazione Giornalisti Cattolici Italiani o il Sindacato dei Corrispondenti di Genova e quello di Napoli. Saranno questi organismi, insieme col Sodalizio Friulano della Stampa, a dar vita nel febbraio 1908 al primo sindacato a struttura federale e federativa italiano, la Federazione tra le Associazioni Giornalistiche Italiane, alla quale inizialmente non intese aderire l’Associazione della Stampa Periodica Italiana, con sede in Roma, che si riteneva già di per sé sindacato “nazionale”. Solo nel dicembre 1908 fu perfezionato il patto federativo, con l’ingresso nella Federazione, che assunse il nome di Federazione Nazionale della Stampa Italiana, dell’Associazione della Stampa di Roma e del Sindacato Corrispondenti di Roma. A garanzia di questo patto, che intendeva confermare la piena autonomia delle singole Associazioni, a presiedere la Fnsi fu chiamato il presidente della Romana, il giornalista e deputato Salvatore Barzilai.

 

  Nel momento della costituzione, la Fnsi contava su 1341 iscritti alle varie Associazioni regionali. La nascita del sindacato federale stimolò la costituzione sul territorio di nuove Associazioni, che chiesero di entrare nella Fnsi. Sovente queste Associazioni, però, oltre ad essere poco rappresentative delle realtà territoriali, vedevano prevalere al loro interno figure che col giornalismo avevano davvero poco a che vedere (anche qui c’è un inquietante parallelismo col proliferare odierno, dato il lassismo di certi Ordini regionali, di “giornalisti” che non han mai esercitato la professione giornalistica). Fu giocoforza introdurre una forte limitazione, restringendo l’iscrizione ai soli giornalisti professionisti, status che si acquisiva, non esistendo allora l’Ordine, e men che mai l’esame di Stato, dimostrando di esercitare in esclusiva l’attività giornalistica.

  Nell’aprile del 1909, a Bologna, la neonata Fnsi teneva il suo primo congresso nazionale. A tener banco la questione della regolamentazione del rapporto di lavoro giornalistico. Con notevole preveggenza, il sindacato dei giornalisti di 99 anni fa aveva individuato la strada maestra nella regolamentazione per legge della delicatissima materia, sulla scia di una proposta avanzata ad inizio Novecento alla Camera dall’on. Luigi Luzzatto, giornalista e, all’epoca, presidente dell’Aspi; un progetto che ricalcava i deliberati di un congresso che nel 1901 le Associazioni di Stampa allora esistenti avevano tenuto monotematicamente sull’argomento ma che, purtroppo, non fu mai posto in votazione. Il progetto Luzzatto fu ripreso nel 1909 dall’on. Gallini, ma anche questa proposta di legge fu lasciata decadere dalla Camera.

  Nel maggio del 1910 veniva celebrato a Bologna il II Congresso nazionale della Fnsi. A tener banco non solo la questione della legge sul rapporto di lavoro giornalistico ma anche la separazione fra giornalisti da un lato, editori dall’altro, e “frequentatori” da un altro ancora. In apertura di Congresso il presidente Barzilai, latitando il Parlamento, propose agli editori di intavolare trattative per giungere ad un contratto di lavoro. Gli editori stessi, peraltro, stavano in quel momento iniziando a gettare le basi per una propria associazione professionale, distinta dalla Fnsi, nella quale il Sindacato Corrispondenti Romani non voleva più neppure i “frequentatori” ma solo i giornalisti professionisti, cioè coloro i quali traevano dal giornalismo la principale fonte di reddito. Intanto cadeva una ulteriore iniziativa legislativa, proposta dall’on. Fani d’intesa con l’on. Luzzatto, che era diventato presidente del Consiglio. Ad affondarla era stavolta proprio la Fnsi , perché il progetto Fani non prevedeva il rapporto di lavoro a tempo indeterminato ma solo contratti a tempo determinato rinnovabili. Una specie di legge Biagi, che al sindacato dei giornalisti, che voleva uscire dal precariato, non poteva bastare.

  La neo-costituita Unione Nazionale degli Editori di Giornali Quotidiani, antenata della Fieg, si mostrò all’epoca molto più lungimirante dello stesso Parlamento, per non dire delle posizioni datoriali degli anni più recenti. Fu così che nel 1911, dopo cinque giorni di intense trattative, la Fnsi e l’Unione Editori firmavano la Convenzione di prestazione d’opera giornalistica, che non era soltanto il primo contratto di lavoro giornalistico ma anche il primo contratto collettivo nazionale di lavoro in Italia. Forse anche per questo, per essere cioè un contratto-simbolo, quello di lavoro giornalistico è finito nel mirino di chi vuole smantellarlo in vista di una precarizzazione dei rapporti di lavoro in tutte le categorie. Ma i giornalisti han fatto molta strada, da quel 1908 in cui davano vita al loro sindacato unico ed unitario, federale e federativo. Un sindacato che hanno saputo difendere da ogni tipo di attacchi, tanto da quello del fascismo, che arrivò a sopprimerlo (e non a caso subito dopo la caduta del Regime, il 26 luglio 1943, la Fnsi fu ricostituita, a Palazzo Marignoli, sede già allora della Sala Stampa Italiana), quanto da quello del terrorismo brigatista, che assassinò Walter Tobagi, presidente dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti ed illuminato leader sindacale riformista. Un sindacato che celebra quest’anno il proprio centenario al servizio della categoria, va da sé, ma anche e soprattutto al servizio dei cittadini e del loro diritto ad essere informati, ma anche e soprattutto al servizio della democrazia. Fra i rifondatori della Fnsi dopo il fascismo figura un giornalista di origine barese, il capo della redazione romana della Gazzetta del Mezzogiorno, Leonardo Azzarita, che della Fnsi fu a lungo poi il leader (la carica che rivestì era quella di consigliere delegato, corrispondente all’odierno segretario generale). A guerra finita, nell’ottobre 1946, la rinata Fnsi celebrava a Palermo il suo congresso nazionale della ricostruzione. Fra i 113 delegati c’era il rifondatore del sindacato dei giornalisti in Puglia, il giovanissimo Oronzo Valentini, che sarebbe stato poi storico presidente dell’Ordine dei Giornalisti e direttore della Gazzetta del Mezzogiorno. Con un affettuoso saluto a lui ed un augurio di altri 100 di questi anni alla Fnsi chiudiamo questa carrellata, in larga parte ispirata dai saggi di Giancarlo Tartaglia, del quale attendiamo con interesse l’uscita della monumentale Storia della Fnsi.

Giuseppe Mazzarino


Segretario provinciale Assostampa di Taranto

Presidente Revisori dei conti della Federazione Nazionale della Stampa

(dal “Corriere del Giorno”, Taranto, aprile 2008)

FNSI 2008: compie cent’anni il sindacato unitario dei giornalisti italianiultima modifica: 2008-05-31T16:29:21+00:00da juels.richelieu
Reposta per primo quest’articolo