Archivio: 2001, il centenario della radio

Questo articolo è apparso nel dicembre 2001, in occasione del centenario della radio, sul quotidiano di Benevento “Il Sannio”. Al di là dell’elenco delle iniziative 2001/2002, che sono ormai… archeologia, contiene informazioni e considerazioni sulla radio che sono ancora attuali…  


 

Cento anni di Radio  

  Cento anni fa, il 12 dicembre 1901, agli albori del XX secolo, l’uomo che forse più di chiunque altro ha contribuito a cambiare il mondo ed a fare di quello che era uno smisurato pianeta un solo e singolo villaggio, Guglielmo Marconi, inaugurava con la prima trasmissione transoceanica – la lettera S, equivalente a tre punti nell’alfabeto Morse – l’era della radio.

 

  Da mezzo di comunicazione la radio si trasformò ben presto in organo di informazione, integrando e completando la funzione della carta stampata, detentrice di una sorta di monopolio dai tempi di Gutenberg, recuperando contro lo scritto (in tempi di analfabetismo di massa) il primato della parola, della voce, che a livello locale, appannaggio dei banditori, non era mai peraltro tramontato.

 

  Radio in Italia vuol dire soprattutto Rai (prima ancora Eiar, inizialmente Uri: tutte sigle misteriose nelle quali il fulcro è la R di radiofonia). E Radiorai vuol dire soprattutto (ma non solo, ovviamente) informazione, giornalismo.

 

   A celebrare i cent’anni della radio, allora, in Rai provvedono soprattutto – dopo le polemiche su una trasmissione (tv, peraltro) di Vespa, contrassegnata da manchevolezze e andata in onda in anticipo sulla ricorrenza – i giornalisti e le trasmissioni giornalistiche di Radiorai.

 

  Il contenitore culturale di Radiouno, il Baco del Millennio, si collegherà con Ciampi, che farà gli auguri di compleanno alla radio in diretta. I giornali radio ritrasmetteranno voci storiche della radio. Golem si occuperà dei radioamatori e del radioascolto. Baobab si collegherà con Bologna, da dove la Fondazione Marconi ed il Cnr invieranno sulla luna un fascio di microonde con la voce registrata di Marconi: sfruttando l’effetto riflettente del satellite, il messaggio si potrà ascoltare dalle radio di tutto il mondo, nelle ore di visibilità della luna, sulla lunghezza d’onda di 23 centimetri. Il contenitore giornalistico notturno, la Notte dei Misteri, dedicherà al centenario cinque ore di trasmissione, fra martedì 11 e mercoledì 12 (dalle 0,30 alle 5,30): si spazia da una ampia intervista con Elettra Marconi a collegamenti con radio che in tutto il mondo trasmettono in lingua italiana, dal Cairo a Malta, dalla Cina all’Iran, dalle Americhe a Mosca.

 

  In particolare, il programma notturno a cura di Gabriella Vasile offrirà una amplissima selezione (prelevata dalle “Teche” Rai, gli imponenti archivi audio e video del servizio pubblico, in corso di digitalizzazione e catalogazione) di voci storiche e storici annunci via radio, di tutte le epoche e in tutte le lingue: Marconi ed Einstein che parlano della radio; Hitler e Mussolini e le loro dichiarazioni di guerra; Churchill che chiama la Francia e il mondo a resistere ai nazisti; Roosevelt e il suo discorso sul “giorno dell’infamia” dopo l’attacco di Pearl Harbor; de Gaulle che annuncia la vittoria sui nazisti; McLuhan che parla di mass media; Pio XI che inaugura in latino la Radio Vaticana ; l’atleta nero americano Jesse Owens che commenta la sua vittoria alle Olimpiadi di Berlino, nel 1936; Nino Rota con la sua “Notte di un nevrastenico” (testo di Riccardo Bacchelli), vincitore al Prix Italia nel 1959; Kennedy col suo “Ich bin ein Berliner” davanti al Muro di Berlino; Jaruzelsky che proclama la legge marziale e instaura la dittatura militar-comunista in Polonia; la famosa trasmissione di Orson Welles sulla Guerra dei Mondi del suo quasi omonimo Wells (quando gli Americani crddettero davvero che i Marziani stessero invadendo la Terra.. .); la radiocronaca di Italia-Germania 4-3 del 1970; il crollo del Muro e la riapertura della Porta di Brandeburgo a Berlino, prodromi della fine del comunismo in Europa, nel 1989; la fine dell’apartheid nelle parole di De Klerk e Mandela, nel 1990; una storica intervista ai Beatles e Domenico Modugno che canta Volare (il vero inno nazionale italiano, altro che Fratelli d’Italia e Va’ pensiero)… Un pastiche che dà però il senso dell’abolizione delle barriere del Tempo e dello Spazio, come aveva preconizzato Marinetti già nel 1909 (a proposito, da qualche parte nelle “Teche” potrebbe forse esserci qualcuna delle radiocronache del fondatore del Futurismo, che negli anni Trenta inventò anche una nuova forma di espressione artistica, al di là della dramamturgia, della musica e del semplice rumorismo: la chiamò Radia, come radio al femminile, perché al femminile si declinano le arti, e ne diede alcuni esempi: costruzione di silenzi, giustapposizione di brani e di voci da ogni parte del mondo, fusione e sintesi di parole e rumori di un mezzo che diventa di per sé messaggio, autentica prefigurazione insomma del Villaggio globale di McLuhan).

 

  A partire dalla notte dell’11, la Notte dei Misteri lancerà sulla base delle voci storiche anche un gioco a premi: gli ascoltatori saranno invitati a riconoscere a chi voci ed interventi appartengono.

 

  I cent’anni dell’esperimento di Marconi cadono in un momento di rinnovato vigore della radio. Nel Regno Unito la Bbc radio ha scavalcato negli ascolti la Bbc tv; in Italia gli ascoltatori sono cresciuti e, soprattutto, è cresciuta la fiducia in quello che “ha detto la radio”.

 

  “Anche in casa Rai – sottolinea in proposito il direttore del Giornaleradio Rai e di Radiouno, Paolo Ruffini – la radio non è più la sorella povera della tv; è un altro medium, che vive una sorta di nuova giovinezza anche grazie ad Internet ed alle trasmissioni satellitari in bassa frequenza: oggi è davvero possibile ascoltare la radio italiana, per esempio, ovunque nel mondo, come era possibile nei tempi pionieristici, ma solo confusamente e nelle ore notturne. La radio è davvero ubiquitaria e pervasiva, è stata la prima cosa ripristinata a Kabul dopo la liberazione dai Talebani; e dunque fare radio, non solo informazione radio, è una grande responsabilità. Mi pare che noi l’abbiamo fatta responsabilmente, con un forte impegno sulla qualità premiato peraltro dalla fiducia in crescita, non solo dal numero, degli ascoltatori”. Soddisfatto anche il direttore della divisione radiofonia della Rai, Marcello Del Bosco: “in una fase in cui è straordinariamente aumentata la richiesta di informazioni e approfondimenti sugli avvenimenti nazionali edi nternazionali, è motivo di particolare soddisfazione che gli ascoltatori abbiano premiato Radiorai, riconoscendole autorevolezza tempestività e completezza dell’offerta editoriale”.

 

  Una completezza che è il fulcro della Rai intesa come servizio pubblico, e che per esempio si traduce anche nella massiccia campagna in partenza in questi giorni (durerà fino al 1° marzo 2002) sull’Euro e sul suo impatto nella vita quotidiana della gente comune.

Giuseppe Mazzarino

(da “Il Sannio”, dicembre 2001)

Archivio: 2001, il centenario della radioultima modifica: 2008-05-27T15:55:00+00:00da juels.richelieu
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