Taranto. Il restauro della chiesa dei santi Pietro e Andrea alla Mutata, sul Mar Piccolo.

Taranto . Restaurata la chiesa

dei santi Pietro e Andrea alla Mutata. 

 

  Se si trovasse in un altro paese, o fors’anche semplicemente in un’altra regione, sarebbe un monumento celebre: studiato, visitato, pubblicato non solo su testi specialistici ma su guide turistiche (e lo avrebbero anche restaurato un po’ prima…). Comunque non tutto il male viene per nuocere, se adesso una importante testimonianza medievale, la chiesa dei Santi Pietro e Andrea alla Mutata, parte di un complesso monastico che si alza su una modesta altura a poca distanza dal Mar Piccolo, che domina, è stata pazientemente restaurata e restituita al patrimonio culturale nazionale da un privato, l’imprenditore salentino Giovanni Colomba, sotto l’alta vigilanza della Soprintendenza architettonica del Salento.

 

  La chiesa, che riprende (lo attesta il Giovine nel 1589) il titolo di due santuari precedentemente insediati sulle Isole Cheradi (divenute insicure), è un grande edificio a tre navate; della località e della sua denominazione fa cenno nei suoi annali il Crassullo, alla fine del Trecento (qui si svolse nel 1392 una delle battaglie decisive per l’aggiudicazione del trono napoletano); l’edificio sacro è descritto in seguito dall’arcivescovo Brancaccio nel regesto della sua santa visita cinquecentesca (1577, per la precisione), un raro ed importante documento studiato ed edito or son quasi quarant’anni da due giovani studiosi dell’epoca, Piero Massafra e Cosimo D’Angela. E proprio avendo come guida lo scritto del Brancaccio i due Indiana Jones dello Jonio, sul principio degli anni Settanta del secolo scorso, giunsero dalle parti di una masseria semidiroccata nel cui complesso trovarono, all’interno di un altro fabbricato, una modesta e sgraziata chiesetta cinquecentesca: che per ovvi motivi non poteva essere la maestosa chiesa medievale a tre navate, con un grande affresco della Vergine ed altari semicircolari che ne tradivano l’originario rito greco, vividamente descritta dall’antico arcivescovo tarantino.

   Ma siccome non sempre l’evidenza giova alla scienza, i due – sfidando grovigli di serpi che sbucavano da antiche sepolture (tombe greche, in parte poi riusate come sepolture monastiche altomedievali) e le fucilate di un burbero massaro, per niente disposto a trovarsi fra i piedi due fannulloni di archeologi (chissà che strane bestie pensava che fossero, forse potenziali ladri d’uva o di bestiame…) – si spinsero alle spalle del fatiscente edificio entro il quale c’era la chiesetta. E qui – sorpresa! – trovarono aggettanti dalla stalla tre absidi. La cappelletta era stata ricavata – per disposizione del Brancaccio – all’interno della più ampia, spaziosa ed ormai spropositata per un culto divenuto solo rurale, stante anche l’abbandono della comunità monastica, chiesa medievale. D’Angela e Massafra avevano ritrovato la chiesa dei Santi Pietro e Andrea. Eravamo nel 1972…

Nei sogni di un successivo proprietario, chiesa e masseria dovevano diventare sede di un centro internazionale di promozione della cultura della pace, ma i costi elevatissimi di restauro fecero naufragare il sogno di Pasanisi. Acquistata da un dinamico imprenditore pugliese, la masseria – con tutte le pertinenze – è stata sapientemente ristrutturata, ed ospiterà (l’apertura è ormai prossima) – un centro benessere, un centro congressi, una locanda e strutture di ristorazione. La chiesa, in particolare (sconsacrata da tempo, e restituita all’impianto originario, col salvataggio anche di quanto sopravvissuto di un affresco palinsesto sull’abside centrale, con figure di Santi – è scomparsa però la Madonna citata dal Brancaccio), è destinata ad ospitare congressi.

    Per celebrare la restituzione del monumento, il Rotary Club Taranto Magna Grecia, presieduto da Salvatore De Franco, e l’Inner Wheel di Taranto e Riva dei Tessali, guidato da Silvana Milella, hanno organizzato nel febbraio 2007 una visita all’edificio sacro, culminata con una conferenza di Piero Massafra, che dopo una vita nella scuola fa oggi l’editore, dirigendo le prestigiose edizioni Scorpione, e in un concerto dell’orchestra sinfonica Giovanni Paisiello della Provincia di Taranto, diretta con grinta, competenza e fascino dal maestro Deborah Tarantini.

 

Giuseppe Mazzarino

 

       (dalla Gazzetta del Mezzogiorno, ed. Taranto, febbraio 2007)

Taranto. Il restauro della chiesa dei santi Pietro e Andrea alla Mutata, sul Mar Piccolo.ultima modifica: 2008-05-25T15:35:53+00:00da juels.richelieu
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