Mauro Mazza intervista Biagio Agnes. Un importante libro sulla tv italiana…

 Il libro è di qualche anno fa, ormai, ma resta di grande attualità, ed è da consigliare assolutamente a chiunque si interessi, a qualsiasi titolo, di mass media, di comunicazione, di giornalismo…

“Tv. Moglie, amante, compagna.

 

Mauro Mazza intervista Biagio Agnes”.

 

(Rai Eri, 98 pagg., 10 Euro)

 

di Giuseppe Mazzarino

 

 

  Dopo l’intervista di Gabriele La Porta al mitico Ettore Bernabei (e prima di quella di Giuliana Del Bufalo a Celli), è apparsa nell’agile collana di Rai-Eri “Tv Qualità” una intervista di Mauro Mazza a Biagio Agnes, (non immediato) successore di Bernabei nella direzione generale Rai, ma unico (dopo Bernabei) con vero, duraturo potere e con una visione strategica della missione di una grande azienda pubblica radiotelevisiva: Tv. Moglie, amante compagna. Di Mauro Mazza sono amico da quando eravamo ambedue giornalisti parlamentari, poi abbiamo fatto parte insieme della giuria del Saint Vincent ed ora anche di un premio più modesto, ma di qualità, quello alla Cultura del Mediterraneo organizzato a Campomarino.

 

  Non sono dunque un recensore neutrale, ma mi sento in coscienza di consigliare il libretto di Mauro a tutti quanti sono interessati alla storia non solo del giornalismo radiotelevisivo ma all’intreccio fra mass media e società italiana nel secondo dopoguerra. Perché l’intervista di Mazza a Biagione, attualissima anche se risale ormai a qualche anno fa, non scandaglia soltanto il peraltro cruciale periodo (1982/1990) in cui Agnes fu direttore generale a viale Mazzini ma tutto l’arco di vita della televisione italiana dal 1954 al 2004; arco di vita suddiviso in tre età, in tre periodi nei quali la tv è stata, come recita il titolo, dapprima moglie nell’era del monopolio; poi amante in quella specie di ‘68 mediatico che si generò alla metà degli anni Settanta, quelli delle tv (e prima ancora radio) “libere”, anche nel nome, non ancora “private”; e infine compagna per libera scelta nel quadro del sostanziale duopolio Rai-Mediaset inaugurato proprio negli anni in cui Agnes era al timone della Rai e culminato nella Mammì.

 

  In questa intervista si fronteggiano due uomini Rai che più diversi non si potrebbe immaginare: il cinquantenne Mauro Mazza, apprezzato direttore del Tg 2, viene dal giornalismo militante, dal Secolo d’Italia, il quotidiano del Msi (l’unico partito sostanzialmente escluso dalla lottizzazione radiotelevisiva della Prima Repubblica, come ricorda in una delle prefazioni – l’altra per par condicio è di Veltroni – Gianfranco Fini; e all’esperienza di giornalista in quel quotidiano Mazza ha dedicato anche un recentissimo, prezioso libretto); il ben più anziano Agnes, democristiano di Sinistra, demitiano di ferro, fu l’uomo al quale fu affidato il difficile compito di guidare una Rai non più monopolista contro Berlusconi, dovendo nel frattempo tenere a freno, all’interno dell’azienda, i craxiani. Dopo la Rai Agnes guidò la Stet quindi Telemontecarlo, ma si è sempre considerato, con giustificato orgoglio, uomo della Rai, una delle maggiori società di radiotelevisione del mondo, con un grandioso patrimonio di risorse umane. Quel patrimonio umano di professionalità, capacità, esperienze, sensibilità che forse non casualmente solo nel servizio pubblico – certo non scevrato dall’appartenenza politica – viene, sia pure fra contraddizioni e battute d’arresto, considerato ed incentivato, il che spiega tra l’altro il tracollo della carta stampata…

 

  In poche pagine Mazza ed Agnes tratteggiano un quadro a grandi linee del rapporto società italiana – radiotelevisione italiana.

 

  Tutto va ben, madama la marchesa? Neanche per sogno. Biagio Agnes mena mazzate durissime su una Rai che imita e rincorre il concorrente privato e così facendo tradisce la propria “mission”: “Se il pubblico è peggiore, la responsabilità va attribuita a chi gli ha propinato soprattutto in questi ultimi anni prodotti scadenti, ‘modelli’ insignificanti o la cui unica pregnanza è la trivialità. Come possiamo incolpare il pubblico dello scadimento dei programmi?” Ma anche Mazza non va giù leggero: “La tv secondo Agnes può essere soltanto la televisione di qualità; merce assai rara, mi vien da dire, ai nostri giorni”. E a differenza di Agnes, ormai felicemente in pensione, Mazza è tuttora in servizio: onore al coraggio e alla franchezza!

 

  Senza peli sulla lingua, i due affrontano anche i nodi più recenti, scadimento dei programmi, perdita di una linea ben definita, nebuloso futuro… Il libro si legge d’un fiato, e lascia la voglia di saperne ancora di più. Un bene. Come tutte le pietanze davvero riuscite, stimola l’appetito, non genera sazietà…

 

Mauro Mazza intervista Biagio Agnes. Un importante libro sulla tv italiana…ultima modifica: 2008-05-25T17:54:32+00:00da juels.richelieu
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